ZPS (Zone di Protezione Speciale)
Se i SIC/ZSC si concentrano sulla tutela di habitat e flora, le ZPS (Zone di Protezione Speciale) rappresentano l'impegno dell'Unione Europea per la salvaguardia dell'avifauna selvatica. Istituite ai sensi della Direttiva "Uccelli" (2009/147/CE), queste aree costituiscono l'altro pilastro fondamentale della Rete Natura 2000.
Nel contesto del Comprensorio Alpino CATO2, le ZPS non sono solo vincoli cartografici, ma territori vivi dove l'aria, le rupi e le foreste diventano infrastrutture vitali per specie migratrici e stanziali di straordinario valore scientifico ed ecologico.
L'Alta Valle Susa, con i suoi valichi naturali e le sue pareti scoscese, è un punto di riferimento geografico per l'avifauna. Le ZPS presenti nel comprensorio proteggono una varietà di ambienti critici:
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Le Rupi e gli Ambienti Montani: Luoghi di nidificazione inaccessibili per i grandi rapaci. In queste zone, la protezione è rivolta a specie simbolo come l’Aquila reale e il Gipeto.
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Le Praterie d’Alta Quota: Habitat d'elezione per la Coturnice e il Fagiano di monte .
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I Boschi Maturi: Le fustaie di conifere ospitano specie "ombrello" come il Picchio nero, la cui presenza indica una foresta sana, ricca di biodiversità e di alberi senescenti necessari per la nidificazione.
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Corridoi Migratori e Zone Umide: Aree strategiche per la sosta e l'alimentazione di migliaia di uccelli che ogni anno attraversano le Alpi.
La gestione di una ZPS all'interno di un Comprensorio Alpino richiede un approccio di sostenibilità attiva. Contrariamente a quanto spesso si pensa, le ZPS non bloccano le attività umane, ma le indirizzano verso pratiche meno impattanti. Nelle ZPS la caccia è regolamentata con particolare attenzione. Le misure di conservazione possono prevedere limitazioni temporali (per non disturbare la nidificazione) o il divieto di utilizzo di munizioni al piombo per prevenire l'avvelenamento indiretto dei rapaci necrofagi. Il pascolo e la gestione forestale sono spesso essenziali per mantenere gli habitat aperti richiesti da molti uccelli. Senza la presenza dell'uomo e degli animali al pascolo, molte praterie si chiuderebbero, portando alla scomparsa di specie come l'Averla piccola.
Lo scialpinismo o il trekking d'alta quota sono attività compatibili, purché si rispettino le zone di tranquillità invernale dove la fauna cerca di sopravvivere con scarse riserve energetiche.
Ogni intervento che possa alterare in modo significativo l'integrità di una ZPS è sottoposto a Valutazione di Incidenza. Questo processo tecnico-amministrativo garantisce che opere infrastrutturali o piani di gestione non compromettano le popolazioni di uccelli protetti.
La cartografia tecnica del CATO2 è lo strumento primario per navigare in questa complessità. Essa permette di individuare con estrema precisione i perimetri delle ZPS, guidando i cacciatori, i tecnici e i fruitori della montagna verso una pianificazione che rispetti le normative europee e, soprattutto, la vita selvatica che rende unica l'Alta Valle Susa.